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GLI EFFETTI NEFASTI DELL’ACCORDO DEL 10 GENNAIO

FUL_logoAnche per rispondere all’esigenza emersa nell’incontro di Piombino del 15/10/2016 fra camping cig ed sgb sull’accordo del 10/01/2014 pubblico qui una prima, breve nota critica.

Premesso che l’intero accordo, denominato Testo Unico sulla Rappresentanza è scaricabile dal sito della GCIL nazionale alla voce Accordi Interconfederali, non lo riprodurremo qui per ragioni di economia, ma ci limiteremo solo ad alcune citazioni facilmente rintracciabili nel testo stesso.

E partiamo dall’inizio:

  • Il Testo Unico sulla Rappresentanza (T.U.R.) è bene ricordare che è un accordo di pura natura pattizia, vale cioè per le parti firmatarie, non per quelle OOSS che non l’hanno sottoscritto. Per spiegare meglio il concetto contrario, che spesso padroni e sindacati firmatari vogliono far passare per buono, è come se un’assemblea condominiale decidesse di estendere il proprio regolamento appena approvato agli ignari condomini del condominio a fianco !
  • Parte Terza: per potersi sedere ai tavoli bisogna prima passare sotto le forche caudine (bisogna cioè avere firmato gli accordi 28/6/2011, 31/05/2013, 10/01/2014). Concetto di ESIGIBILITA’: siamo al rovesciamento di senso. Cioè un tempo i lavoratori si chiedevano, una volta raggiunto il contratto, se sarebbe stato rispettato dai padroni, oggi sono i padroni che pretendono che siano le OO.SS. firmatarie a farsi da garanti presso i lavoratori dei contratti stessi.
  • Parte Quarta: il primo paragrafo parla da solo: “Le parti firmatarie dell’Accordo Interconfederale del 28 giugno 2011, del Protocollo d’intesa del 31 maggio 2013 ovvero del presente Accordo convengono sulla necessità di definire disposizioni volte a prevenire e a sanzionare eventuali azioni di contrasto di ogni natura, finalizzate a compromettere il regolare svolgimento dei processi negoziali come disciplinati dagli accordi interconfederali vigenti nonchè l’esigibilità e l’efficacia dei contratti collettivi stipulati nel rispetto dei principi e delle procedure contenute nelle intese citate”.
  • E per chiudere, nelle norme transitorie e finali ecco lì una bella commissione paritetica che sanziona i cattivi.

Dunque il senso di questi accordi è che siamo in presenza di una bella svolta autoritaria e corporativa, che ha l’obiettivo esplicito e dichiarato di tacitare ogni voce contraria, di scoraggiare ogni volontà di lotta, non ancora col manganello, l’olio di ricino o il confino, ma con la pervasività delle burocrazie dei sindacati collaborazionisti e delle gestioni manageriali padronali.

La Storia ci insegna che questi processi per imporsi a tutta la società, devono prima imporsi nel mondo del lavoro.

E il mondo del lavoro ci insegna che la costruzione del sindacato di classe ne è il primo, naturale e fondamentale antidoto.

Ugo Bertinelli, r.s.u. SMA Parma