FUL_logo

Perchè se toccano uno toccano tutti.

FUL_logoLa vicenda dei sette operai addetti alle pulizie assunti lo scorso febbraio dall’agenzia interinale Sinergy per conto della Iscot di Torino, che ha ricevuto l’appalto dalla ditta Sole di Pontedera, facente parte dell’indotto Piaggio in lotta con sciopero e presidio-picchetto davanti ai cancelli per rivendicare condizioni di lavoro più dignitose visti i turni massacranti e i ricatti psicologici a cui sono sottoposti senza una sicurezza, anzi con la certezza di essere licenziati a fine contratto (30 settembre) e salario da fame ( 5,80 euro l’ora), rientra a pieno titolo nella logica della compressione dei costi e dell’attacco ai diritti dei lavoratori per la realizzazione dei massimi profitti da parte delle grandi multinazionali nella fase attuale di predominio dei capitali monopolistici. Visto che la Iscot Italia spa di Torino, per chi non lo sapesse, operativa dal 1985, è ad oggi una delle prime cinque società nel settore delle manutenzioni e pulizie tecniche, con interventi di global service “chiavi in mano” di terziarizzazione e ottimizzazione delle attività. Inoltre è presente con le sue sedi in Brasile ed Argentina e da oltre 20 anni lavora nel campo dell’igiene e dei servizi integrati offrendo un’ampia varietà di soluzioni per ogni tipologia di cliente-come possiamo leggere dal suo sito-. Senza considerare fra le sue più conosciute  committenti italiane: Piaggio ed FCA. Le responsabilità di Piaggio, nello specifico, sono incontestabili visto che il tutto si svolge nel suo indotto ed è evidente il legame fra queste grosse aziende, oramai considerate transnazionali, solidarizzanti a discapito del mondo del lavoro. Questo ci deve far riflettere sull’importanza della solidarietà fra i lavoratori artatamente sempre più divisi. Non solo un tipo di solidarietà che finisca per essere pura partecipazione al disagio che stanno attraversando nel nostro caso i 7 compagni, costretti a subire lo sfruttamento più bieco, ma quel tipo di solidarietà che ci permetta di compattare un’intera classe di riferimento. Coloro i quali devono vendere la propria forza lavoro per campare.

Forza lavoro che viene scambiata in un’ economia di mercato, come la nostra, al pari di qualsiasi merce soggetta all’alternarsi della domanda e dell’offerta e là dove l’offerta aumenta diminuiscono i compensi, quindi i salari, con tutto il portato di riduzione di diritti e potere contrattuale.

Ecco perchè da un punto di vista se vogliamo più scientifico “se toccano uno toccano tutti”.

Di questo sono più che consapevoli i capitalisti ( detentori dei mezzi di produzione) e non a caso sfruttano tutti gli eventi per queste finalità, come possiamo descrivere nella sequenza -guerra-immigrazione-esercito industriale di riserva.

I lavoratori devono uscire da questa frammentazione a cui sono relegati e dalla logica individualistica del “si salvi chi può” in quanto facenti parte di un insieme “O si vince tutti o tutti si perde”.

Sta alla nostra capacità di organizzazione ricompattare la classe come elemento basilare della lotta e far acquisire in questo modo la capacità egemonica della massa più numerosa possibile dei lavoratori. Visto il protrarsi della crisi-che per noi è strutturale e non congiunturale- e quindi di questi casi come Iscot dobbiamo prendere atto che ne seguiranno molti altri e propio perchè non possiamo accontentarci dei soliti compromessi al ribasso a cui padroni e sindacati concertativi pur di far fronte a questioni di ordine pubblico nel migliore dei casi giungeranno.

Sempre e comunque a fianco dei lavoratori vessati rivendichiamo in una prospettiva -tattico strategica- se vogliamo più ampia, ma imprescindibile per la nostra emancipazione, salario garantito e nazionalizzazione di tutte le aziende in crisi con controllo operaio.